Sono Evasio Pasini, nato a Riomaggiore (Cinque Terre) 63 anni fa, medico cardiologo, sostenitore da sempre della Salute costruita rigorosamente su Scienza e Prevenzione.

La mia attività professionale si è realizzata negli anni soprattutto a Brescia dove nel 2020 sono stato attivo in prima linea nella battaglia al Covid-19: esperienza che, insieme ad altri colleghi, ho raccontato in un libro, pubblicato di recente dalla Fondazione degli Spedali Civili di Brescia, che raccoglie le storie di professioni da prima linea in questa emergenza.

Dal punto di vista professionale, mi sono laureato all’Università di Bologna e ho due specializzazioni (Cardiologia e Patologia Medica) conseguite in Italia, e un Master in cardiologia sperimentale, conseguito in Inghilterra, dove ho trascorso un periodo di formazione post laurea di circa 2 anni nei laboratori e nell’Ospedale dell’University College di Londra.

Ho insegnato per alcuni anni Fisiopatologia Cardiovascolare presso l’Università di Brescia e Organizzazione Sanitaria presso l’Università Bocconi di Milano e l’Istituto di Formazione per Primari Medici della Regione Lombardia (IREF) . Sono stato il Responsabile Nazionale dell’Area Organizzativa e Qualità delle Cure Mediche della Federazione delle Società Medico Scientifiche (FISM) quando il prof Sirchia, con il quale ho collaborato, era Ministro della Salute e della Associazione Nazionale Medici Ospedalieri (ANMCO).

Dal punto di vista scientifico sono membro di alcuni gruppi di studio delle Società Mediche di riferimento europee e mondiali che studiano le basi e le terapia personalizzate di patologie cardiovascolari quali la sindrome metabolica, la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco al fine di impostare una terapia ottimizzata per il singolo paziente in modo integrato. Nella valutazione integrata del paziente, in aggiunta alla valutazioni classiche strumentali e cliniche, viene posta particolare attenzione al metabolismo del singolo individuo e alle cause della sua malattia

Questo, in pratica, significa che le diagnosi e le terapia non sono dettate da linee guida di comportamento medico generale, ma si fondano sulla profonda analisi dei perché in quel paziente si è sviluppata quella malattia e come quella malattia può evolvere o si può complicare in quel particolare paziente. Penso che solo con l’integrazione delle informazioni e una attenta valutazione del singolo paziente è possibile fare una diagnosi corretta.

Tuttavia oggi prevale l’aziendalizzazione con scelte, molto discutibili, di concentrare in pochi ospedali tutte le cure. La recente esperienza con il Covid-19 ha dimostrato che questa scelta è scellerata perché bastano alcuni casi di persone infette per bloccare o mandare in crisi il mega-ospedale o peggio ancora diffondere il contagio tra i malati.

Manca totalmente la programmazione, l’interazione con il territorio, l’attenzione al paziente. L’interazione tra ospedale e territorio è vista spesso come una inutile perdita di tempo. L’emergenza dei mesi passati ci ha invece dimostrato quanto questa interazione sia importante e ha salvato dal collasso, per altro molto vicino, il Sistema Sanitario proprio nelle zone dell’Italia il cui tale Sistema era più forte,ma molto accentrato su poche strutture ritenute di punta.

Pensiamo che la vera novità sia, invece, creare dei livelli di assistenza che partano dal territorio e filtrino le varie patologie ed esigenze del Paziente/Persona, creando delle strutture sanitarie dedicate e diversificate che rispondano al meglio alle esigenze di cure o interventi personalizzati secondo i bisogni del Cittadino/Paziente/Persona

Invece, oggi, il Cittadino/Paziente/Persona è visto come un numero e il tempo e le risorse da dedicare a lui sono ridotte. Il risultato di questo approccio è che spesso è difficile inquadrare il Paziente e impostare un iter diagnostico/terapeutico corretto e nelle struttura adeguata che soddisfi i suoi bisogni. Forse bisognerebbe pensare ad una nuova medicina dove:

1) l’aziendalizzazione non deve essere il solo riferimento, pur salvaguardando l’attenzione ai costi e ai tempi, per evitare sprechi spesso dolorosi

2) L’obiettivo finale è curare al meglio le persone, migliorando, nel limite del possibile, la loro salute e fornendo loro una valutazione completa e personalizzata.

Purtroppo ancora oggi gli indicatori usati da ASL, Regioni, Stato per la valutazione delle attività mediche sono solo o prevalentemente economici e non si dà priorità ai risultati delle cure e ai risparmi che si potrebbero ottenere nel tempo curando bene le Persone.

Parole o concetti come “prevenzione”, “attenta valutazione della persona nel suo insieme”, “identificazione e soddisfazione dei bisogni del paziente” o “ dialogo con il paziente” sono sparite o molto penalizzate nel vocabolario medico moderno dove invece campeggiano a caratteri cubitali parole come efficienza e linee guida generalizzate.

Il mio pensiero, così come è stato esposto nelle righe precedenti, è stato riportato in circa 200 pubblicazione mediche pubblicate in importati riviste scientifiche internazionali certificate dai maggiori portali e data base della ricerca medica mondiale quali Medline e Research Gate e dal Mistero Italiano della Salute.

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La vita e il lavoro nella pianura di Lombardia non mi hanno fatto dimenticare le mie origini. Di fatto, sono rimasto molto legato al mio Paese e alle 5 Terre perché da lì vengono le mie radici e lì ancora vivono i miei parenti!

Penso che abbiamo l’obbligo, sia con le generazioni attuali sia con quelle che verranno, di valorizzare e preservare una tale e unica bellezza naturale, conosciuta in tutto il modo e riconosciuta come Patrimonio della Umanità dall’UNESCO.

Il nostro Territorio  oggi sembra molto trascurato e utilizzato, spesso in modo criticabile, da realtà non contestualizzate nell’ambiente e nella popolazione. Solo chi vive e abita questa zona può avere tra i propri obiettivi il mantenimento delle bellezze che la natura ancora offre e che i nostri antenati hanno saputo preservare.

Con questi propositi ho fondato alcuni anni fa il  Circolo Verdi, Ambiente e Società (VAS) delle 5 Terre, che ho l’onore e l’impegno di presiedere.

Il Circolo “VAS 5 Terre” è stato riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente con D.M. del 29 marzo 1994, con legittimazione ad agire a livello giuridico in tema di tutela ambientale.

I Nostri Obiettivi sono la difesa dell’ambiente e del territorio in rapporto con i bisogni sociali delle persone che vivono sul e del territorio.

Pertanto, il Circolo “VAS 5 Terre” si propone come punto di riferimento, di dialogo e confronto tra i Cittadini/Persone e Istituzioni locali, nazionali e internazionali per una gestione ottimale del territorio delle 5 Terre da considerare come “Bene Comune” da gestire, per creare un circolo virtuoso tra ambiente, vera nostra ricchezza da salvaguardare per gli Abitanti di oggi e di domani, e Società, intesa come insieme di bisogni/sogni e aspettative delle Persone che abitano queste Terre.

Il Nostro Circolo ha intrapreso 2 iniziative importanti che hanno reso necessario mettere in atto 2 azioni giudiziarie per le inadempienze delle Autorità competenti, che, dopo molteplici appelli, non avevano tenuto conto di nostre importanti segnalazioni.

La Prima azione ha bloccato la realizzazione di un depuratore che prevedeva la demolizione di una parte della scogliera della Marina di Riomaggiore. Le Amministrazioni locali competenti intendevano realizzare un depuratore scavando una galleria nella roccia della Marina di Riomaggiore.

Pur consapevoli della stretta necessità di risolvere definitivamente e in modo appropriato questo dannoso, delicato e importante problema della depurazione delle acque, pensavamo che tale scelta fosse inappropriata per la nostra Terra. Pensavamo che la nostra Terra meritasse qualcosa di più.

Era chiaro che tale progetto metteva a repentaglio la stabilità degli edifici secolari della Marina di Riomaggiore e rischiava di incidere negativamente sulla nostra comunità considerato l’impatto ambientale che esso creava. Una zona territorialmente complessa e delicata come questa, Parco Nazionale e Patrimonio dell’umanità UNESCO, richiede soluzioni più meditate e di più alto profilo.

Un territorio come il nostro, noto in tutto il mondo e che genera con il turismo decine di milioni di euro, non poteva rischiare di essere messo a repentaglio da progetti improvvisati, superficiali e non valutati nel loro insieme.

Per questo Vas 5 Terre ha promosso un’azione dedicata, assieme ad altre realtà locali contrarie al progetto, che è risultata nell’annullamento del progetto stesso.

Abbiamo inoltre attivato una massiccia azione giudiziaria di denuncia contro il Ministro dell’Ambiante dello Stato italiano e il Governatore della Regione Liguria per sollecitare la nomina del nuovo Presidente del Parco delle 5 Terre patrimonio UNESCO

Le 5 Terre appettavano da quasi 3 anni la nomina del Presidente del Parco Nazionale patrimonio UNESCO. L’obiettivo dei VAS era quello di garantire, a uno dei principali beni ambientali e culturali della Liguria, la tutela e la valorizzazione che possono derivare dalla presenza di una figura con precise caratteristiche, competenze, ruolo e responsabilità.

L’atto di diffida invitava il Ministro dell’Ambiente del Governo italiano e al Governatore della Regione Liguria a procedere alla nomina del nuovo Presidente entro il tempo previsto dalla legge, riservandosi di eseguire altre azioni giudiziarie se questo obbligo di legge non fosse stato adempito

Dopo alcune settimane, dopo anni di attesa, è stato nominato il Presidente del Parco delle 5 Terre.

L’obiettivo futuro del Circolo è quello di promuovere il dialogo e il confronto con tutti gli Attori coinvolti perché il Nostro Territorio sia sempre più consapevole e rispettoso dell’ambiente, che costituisce la nostra ricchezza, e del sociale, cioè del benessere delle persone che abitano in questo Territorio.

 

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