I Liguri (dal latino, Ligures) erano un'antica popolazione che ha dato il suo nome all'odierna regione della Liguria e che penetrò nel nord dell'Italia e nella Francia meridionale intorno al 2000 a.C. 

I Liguri abitavano nell'attuale Liguria, nella Toscana settentrionale, nel Piemonte, in parte della Lombardia (occidentale e meridionale) in parte dell'Emilia-Romagna (province di Piacenza e Parma) ed in parti del sud-est della Francia. I riferimenti classici e la toponomastica suggeriscono che una volta la sfera dei Liguri si estendesse maggiormente nell'Italia centrale. 

L'avanzare dei Celti nel Nord Italia durante il V-VI secolo a.C. e le conquiste dei Romani nel III-II secolo a.C. spinsero i Liguri ad arroccarsi in zone montane dell'Appennino e lungo le coste del Mar Ligure.

Non è sicuro se fossero un popolo pre-Indo-Europeo analogo agli Iberici; oppure un ramo indoeuropeo separato con affinità agli Italici e Celti; oppure un ramo dei Celti. È anche ipotizzata una parentela fra i Liguri ed i Lepontini.                                                                                                                                    Si pensa che i Liguri furono almeno in parte assimilati dai Celti, che penetrarono nell'Italia settentrionale intorno al 1000 a.C. Nei territori in cui i due popoli si fusero si formò il cosiddetto ceppo celto-ligure.   Alcuni gruppi di Liguri si stabilirono nelle montagne della Lunigiana e della Garfagnana dando origine al ceppo dei Liguri Apuani. 

Altre popolazioni celtiche, i Galli, penetrarono nell'Italia settentrionale tra il V e il IV secolo a.C. e costrinsero i Liguri propriamente detti a ritirarsi nelle montange dell'Appennino Ligure. 

I Liguri erano amanti dell'indipendenza e estremamente legati alla propria terra; nel III secolo a.C. finirono con lo scontrarsi con l'espansionismo dei Romani provenienti da sud. Lo scontro tra i due popoli fu molto lungo e sanguinoso.                                                                                                                         Le ostilità furono aperte nel 238 a.C. da una coalizione di Liguri e di Galli Boi, ma i due popoli si trovarono ben presto in disaccordo e la campagna militare si arrestò con lo sciogliersi dell'alleanza.

Durante la seconda Guerra Punica i Liguri fornirono soldati, esploratori e guide alle truppe di Annibale al momento di varcare gli Appennini. I liguri speravano infatti che il generale cartaginese li liberasse dal vicino romano. I Liguri parteciparono alla battaglia del fiume Trebbia, in cui i cartaginesi ottennero la vittoria. Altri Liguri si arruolarono nell'esercito di Asdrubale quando questi calò in Italia nel 207 a.C. nel tentativo di ricongiungersi con la truppa del fratello Annibale.        Con la definitiva sconfitta di Annibale a Zama nel 203 a.C. i Romani ripresero la campagna contro i Liguri. Questa seconda fase di scontro si concretizzò in una lunghissima campagna militare che durò dal 197 a.C al 155 a.C. Storicamente l'inizio della campagna viene datato al 193 a.C. per iniziativa dei conciliabula (federazioni) dei Liguri, che organizzano una grande scorreria spingendosi fino alla riva destra del fiume Arno. In realtà i Romani avevano inizato alcune limitate operazioni militari lungo l'appennino già negli anni precedenti (vedi ad esempio le operazioni del console Minucio Rufo del 197 a.C. a Casteggio).

Nel corso di tutta la guerra i Romani vantarono 15 trionfi e almeno una grave sconfitta. Nel 186 a.C. i Romani vennero battuti dai Liguri nella valle del fiume Magra; nella battaglia, che avvenne in un luogo stretto e dirupato, i Romani persero circa 4000 soldati, tre insegne d'aquila della Seconda legione e undici vessilli degli alleati Latini. Inoltre, nello scontro rimase ucciso anche il console Quinto Marzio. Si pensa che il luogo della battaglia e della morte del console abbia dato origine al toponimo di Marciaso.

Nel 180 a.C. i proconsoli Romani Publio Cornelio Ceteo e Marco Bebio Tanfilo inflissero una gravissima sconfitta ai Liguri (soprattutto ai Liguri Apuani), e ne deportarono ben 40000 nelle regioni del Sannio. A questa deportazione ne seguì un'altra di 7000 Liguri nel corso dell'anno successivo. Nel corso della campagna i Romani fondarono le colonie di Lucca (180 a.C.) e di Luni (177 a.C.), originariamente concepite come avamposti militari per il controllo del territorio e come basi di rifornimento per le legioni impegnate nella guerra. Già nel 177 a.C. gli ultimi gruppi di Liguri Apuani si arresero alle forze romane, mentre la campagna militare continuava più a nord.

Anche dopo la loro sconfitta definitiva alcuni contingenti di Liguri operarono per qualche tempo come ausiliari negli eserciti Romani, combattendo nella guerra contro Giugurta e nella campagna contro i Cimbri e i Teutoni. Anche la cerimoniale sepoltura funebre dei guerrieri Liguri, in cui le armi del combattente venivano deposte nel sarcofago con il morto si mantenne per molti anni dopo la sconfitta.

Con l'instaurarsi della pace di Augusto, dal 30 a.C. i Liguri vennero progressivamente e definitivamente integrati nell'Impero Romano e si perse traccia di una loro identità distinta dal resto dei popoli italici.